Il massaggio di Lina

Il sesso per noi ha rappresentato, per buona parte della nostra vita, un argomento a metà strada tra il tabù e il timore di provare piacere. Ovviamente tutto ciò che in qualche modo spaventa, inevitabilmente, attrae.

Col tempo abbiamo quindi iniziato a sperimentare cose nuove, a confessarci fantasie e raccontarci le nostre esperienze passate per aumentare sempre più il piacere che potevamo provare durante la nostra intimità.

Una delle fantasie più comuni e costanti era legata ai massaggi: non stiamo parlando di fisioterapia ma di massaggi rilassanti che, ovviamente, facevano alzare il tasso erotico della situazione. E quindi… Massaggio sia!

Dio cosa darei per un massaggio, ho la cervicale che mi fa impazzire!” esclamò Francesca durante uno dei loro aperitivi casalinghi del tardo pomeriggio. “Ma uno di quelli che ti fanno stare bene anche nello spirito, non che ti sciolgono i muscoli per 10 minuti e poi ciao…” 
Quindi? Che cacchio vuol dire?” Davide sembrava quello sveglio della cucciolata.
Quindi mi piacerebbe provare un massaggio total body, di quelli che iniziano dalle caviglie, arrivano alla testa e tornano indietro senza saltare nulla. Ma nulla di nulla!
Ehm… Nel senso che vorresti un total body… Total?
Eh… Che ho appena detto? Total body vuol dire TOTAL! Schiena, gambe, tette, testa, piedi… Totale!
E da quando sei disposta a spogliarti completamente con un massaggiatore?
Non voglio un massaggiatore, voglio una massaggiatrice. Credo mi sentirei molto più a mio agio.
Ok… E dove la troviamo una massaggiatrice come piace a te?
Prova su internet visto che sei uno smanettone. Dai, sù sù… Attivati. Possibilmente massaggio thai o cinese.
Pure?
Pure! Chiedo troppo?
No, ma va, ma quando mai…” Il sarcasmo di Davide era evidente.

Da quella chiacchierata passarono giusto un paio di giorni prima che si trovassero sul marciapiede a guardare dal lato opposto della strada l’ingresso del centro massaggi “Fiore di loto”.
Ma è un centro cinese! Ma sei scemo?” Esclamò Francesca ridendo a crepapelle con una sensazione di incredulità.
Mi hai chiesto o una thai o una cinese: la thai non l’ho trovata, la cinese sì. Che vuoi di più?” Ribatté Davide.
Ma questo è un bordello! Volevo una massaggiatrice cinese, non una troia cinese!
L’insegna dice ‘massaggi’, non ‘troie’. Quindi, pipa.” Cassazione.
Ok, entriamo… E vediamo. Se però non mi piace andiamo via, ok?
Promesso. La massaggiata sarai tu quindi hai diritto di parola.
Grazie…
Prego…
E giù a ridere come due scemi.
Secondo me mi prenderò almeno un fungo… Anzi, le piattole!” Continuò Francesca ridendo.
Ma figurati…” Smorzò lui.
E certo! Tu starai con le troie cinesi! E certo! Tutto bello sollazzato il signorino!
Ma finiscila che sarò in stanza con te… Ora suona che entriamo.” Disse Davide in maniera risoluta.

Una volta aperta la porta del negozio li accolse Lina, una ragazza cinese di circa 30 anni che riceveva in questo locale pulito e arredato con gusto. All’ingresso c’era un bel divano, macchinetta del caffè, bollitore con the e tisane, acqua e frutta fresca a disposizione dei clienti. Nella stanza col futon le luci erano soffuse e variavano dal blu al rosso, si sentiva un buon profumo di oli essenziali che si scaldavano sui piccoli fornelletti e la temperatura era piuttosto piacevole per permettere ai muscoli di trovare il giusto ambiente.

Inoltre c’era una grande vasca idromassaggio ad angolo che poteva essere utilizzata scegliendo un preciso percorso benessere. Davide e Francesca erano increduli: più che un bordello, come avevano immaginato secondo il più classico degli stereotipi, si trattava di un piccolo centro termale dotato di tutti i comfort.

Ciao, sono Lina, benvenuti in quella che oramai considero a casa mia.
Ciao Lina, grazie per averci accolti con così poco preavviso…” Risposero quasi in coro Davide e Francesca.
Allora Francesca inizia pure a spogliarti e sdraiati sul futon… Mi preparo e in due minuti sono da te.

Oddio ora inizio ad avere ripensamenti…” La timidezza di Francesca faceva capolino.
Perché mai? È una massaggiatrice, vede corpi nudi tutti i giorni e tu non hai alcun motivo per vergognarti! E poi ci sono anche io nella stanza, vedrai che andrà tutto bene.” Disse Davide per tranquillizzarla e rassicurarla.
Sì ma…
Niente ma, spogliati. Ora.” Una sentenza.

Un minuto dopo, come promesso, entrò Lina: era a piedi nudi, poco più di un metro e mezzo di statura, capelli neri e lucidi legati in una bella coda, camice bianco lungo fino al ginocchio e senza maniche, gambe nude. Aveva delle mani piccole, affusolate e molto ben curate oltre ad un atteggiamento molto educato e composto tipico delle culture orientali.

Prego, sdraiati pure a pancia in giù. Partirò dai piedi per risalire con molta calma lungo le gambe, i glutei, la schiena, le braccia, le spalle, il collo e la testa senza tralasciare nulla. Poi ti chiederò di girarti per concludere con i muscoli pettorali, il seno e l’addome. Sei d’accordo?” Lina stava scalando la classifica delle donne preferite da Francesca con una velocità incredibile.
Sono… Senza parole. Va benissimo…” Rispose quasi emozionata Francesca.
E poi, rivolgendosi a Davide, Lina disse: “Se ti fa piacere restare con noi mettiti pure comodo, puoi sederti sul divanetto o restare accanto al futon, l’importante è che non distraiamo Francesca: deve godere totalmente di questo momento.
Resto qui accanto, sarà un piacere assistere da vicino.” Rispose Davide che, in realtà, non sapeva come sarebbe stato quel massaggio e temeva di annoiarsi essendo una persona che non sta mai ferma.

Lina seguì alla perfezione quanto aveva raccontato in precedenza, le sue mani scivolavano sulla pelle di Francesca con una delicatezza che solo una donna poteva mettere e nei movimenti erano quasi eleganti. Le dita avvolgevano i muscoli che ad ogni passaggio risultavano meno tesi e la conferma la dava proprio Francesca con piccoli ansimi di piacere che aumentavano quando Lina si dedicava all’interno coscia salendo sempre più verso la zona più intima. Era impossibile oramai non notare l’eccitazione sia di Francesca che di Davide.

Trascorsi 40 minuti dall’inizio del massaggio e avendo ormai terminata la schiena e le gambe, Lina fece a Francesca una domanda inaspettata: “Ti piacerebbe provare un massaggio a 4 mani?
Oddio… In che senso?” Chiese Francesca.
Se ti fa piacere mi faccio aiutare da Davide così da farti provare un ulteriore sensazione.” Rispose la ragazza orientale.
Ma… Io non credo di essere all’altezza. E se sbaglio?” Chiese lui timoroso.
Tranquillo, non sbaglierai nulla, ti guiderò io. E poi il suo corpo lo conoscerai bene, no?” Disse Lina. “Ora mettiti comodo, indossa quei pantaloni bianchi e quella maglietta e dammi una mano.”
Ah… Ehm… Vado a cambiarmi in bagno?” Davide e l’imbarazzo erano una cosa sola.
Spogliati, cazzo!” In compenso la delicatezza di Francesca era sempre proverbiale. “Non fare il timido che non lo sei…”.
Ora che abbiamo convinto Davide puoi girarti. Chiudi gli occhi, concentrati solo sulle nostre mani, lascia che la musica ti accompagni e goditi le migliori sensazioni.” Suggerì a Francesca. “Davide tu disegna piccoli cerchi tra il collo e i pettorali, con calma e coordinando il respiro al suo per quanto possibile. Io farò il resto…” Disse la massaggiatrice accennando per la prima volta un piccolo sorriso.

Da quel momento fu quasi come entrare in un’altra dimensione. Davide restava ammirato da come i seni e i capezzoli di Francesca rispondessero al tocco di Lina, sotto le sue dita sentiva il battito del cuore aumentare e vedeva il ventre tremare. Non credeva ai suoi occhi: una donna praticamente sconosciuta stava facendo provare piacere a Francesca mentre lui aveva un ruolo marginale ma importante: darle tranquillità facendole sentire che non era sola.
Quando Lina cominciò a scivolare verso il ventre e verso il monte di Venere, Davide scese sui seni copiando i movimenti che aveva visto fare alla massaggiatrice.

Oddio questo non me l’aspettavo…” Disse con voce tremante e gli occhi chiusi Francesca.
Non parlare… Concentrati solo sul nostro tocco… Rilassati…” Disse Lina.
Ehm… Più rilassarmi mi sto… Eccitando…” Ribattè Francesca.
Lo so, lo vedo e lo sento… Ed è normale…” Rispose Lina mentre faceva scivolare le dita tra le cosce sfiorandole le grandi labbra.
Oh… Caz… Oddio…” Ansimi.

Davide le diede un piccolo bacio sulla bocca sussurrandole di lasciarsi andare e di godere letteralmente delle attenzioni che le stavano dedicando. A quel punto, sentendosi completamente nelle loro mani e desiderata da entrambi come fonte di piacere, Francesca piegò ed allargò leggermente le gambe per lasciare che le dita di Lina potessero dedicarsi appieno a lei: piccoli tocchi sul clitoride, delicati e appena accennati, si alternavano a movimenti più decisi con le dita che la penetravano facendole inarcare la schiena. Ancora un po’ d’olio che si mischiava agli umori di Francesca, le dita scivolano dall’alto verso il basso, dentro e fuori, davanti e dietro. L’erezione di Davide era ormai evidente ma era troppo concentrato sul piacere di Francesca e non smetteva di stringere i seni alternando la pressione da delicata a decisa.

I muscoli di Francesca iniziarono a tremare in maniera più intensa, la pelle arrossì in tutto il corpo, la schiena e il collo si inarcavano per assecondare e aumentare ulteriormente il piacere sentendo Lina che con due dita la masturbava in una maniera che non aveva mai provato prima. Stava vivendo un orgasmo unico e assolutamente inaspettato. Non riusciva quasi nemmeno ad ansimare, Davide non allontanava la bocca dalla sua e mischiavano i respiri.

Il tempo sembrava essersi fermato, Francesca era stata la protagonista di un momento di piacere assoluto che realmente era durato poco più di un’ora ma la sensazione era che il tempo si fosse fermato.

Lina tu sei matta… Mi hai fatto perdere più di un battito!” Disse Francesca alla massaggiatrice.
Spero ti sia piaciuta questa nostra piccola attenzione.” Disse quasi imbarazzata la ragazza.
Piaciuta? Di più!” Esclamò Francesca. “Credo proprio che lo rifaremo… Vero Davide? Ma…
Sì, se vorrai lo rifaremo. Ma… Cosa?
La prossima volta toccherà a te stare sul futon, vero Lina?” Disse maliziosamente Francesca.
Certamente…” Disse ridendo la ragazza orientale. Ma questa, è un’altra storia.

E così, grazie all’inconsapevole ma preziosissimo aiuto di Lina, siamo andati per la prima volta oltre i nostri limiti superando imbarazzi, paure, preconcetti e stereotipi.


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