“Dove sei?“
“Alla solita fermata del bus.“
“Se vuoi ti do un passaggio, non sono lontano e sta arrivando un acquazzone.“
In effetti le nuvole non lasciavano spazio a dubbi. Lanciò un’occhiata al cielo e accettò il passaggio. Vide la jeep arrivare da lontano. Ormai le era familiare. Stesso colore delle nuvole cariche di pioggia.
“Grazie, sei gentile.“
“Direzione casa?“
“Direi proprio di sì…“
Il viaggio sarebbe durato una mezz’oretta, fra code e temporali. Lui aveva i classici jeans e camicia, lei aveva un vestito nero con le pieghe a plissé e la cinturina marrone in vita. I sandali sarebbero stati distrutti dalla pioggia e dunque gli era grata anche per questo. Stava per scatenarsi l’inferno. Fuori e… dentro.
“Oggi è stata una luuunga giornata…” affermò lei soffermandosi sulla u…
“Davvero?“
“Non sento più il collo.“
Lo disse massaggiandosi delicatamente con le mani il collo e abbassando leggermente il capo con un movimento che generò un’ondata di profumo che lo pervase. Intanto le prime gocce si posarono sul parabrezza ma non era ancora il momento di attivare i tergicristalli.
Erano amici. Di quelli che uno pensa all’altro quando c’è bisogno. Un accordo non scritto, un patto non verbale.
“Non sai quanto avrei bisogno di un massaggio. L’ultima volta che…”
La frase rimase lì, come sospesa nell’aria dell’abitacolo, e lui notando con la coda dell’occhio che era leggermente arrossita, non lasciò cadere il discorso nel vuoto. Gli sembrò addirittura di percepire un leggero movimento delle cosce nell’atto di avvicinarsi.
“Che…?“
La pioggià aumentò di intensità tanto da dover azionare i tergicristallo.
“L’ultima volta che ho fatto un massaggio è stata un’esperienza a dir poco… travolgente.“
“In che senso?“
“Mi trovavo alle terme. Una volta all’anno d’inverno adoro la sensazione di caldo e freddo dato dalle acque bollenti e dalla neve che cade soffice sul viso. Da sfondo le montagne innevate e il silenzio, la pace assoluta. Prima di vivere questa sensazione bellissima fai un percorso all’interno fra le varie docce emozionali con profumi, colori, oli… Addirittura suoni. Mettendo la testa sotto l’acqua la dolcezza delle note della musica classica ti catapulta in un sogno… Ci si inizia a rilassare e a lasciarsi andare… a poco a poco.
Mentre ero intenta a godermi completamente il momento una voce mi sussurra all’orecchio che era possibile in quella giornata usufruire di un’offerta speciale. <Un messaggio rilassante a poco prezzo nelle camere private al piano di sopra>. Non esitai nemmeno un momento ad accettare!
Arrivai in una stanza profumata con aromi orientali, che mi aiutarono a superare quel leggero senso di imbarazzo che mi provocava sapere che da li a poco uno sconosciuto avrebbe sfiorato il mio corpo con le sue mani.
Si aprì la porta ed entrò una donna. Una ragazza, una delle più belle che avessi mai visto. Aveva i capelli biondissimi raccolti in una treccia che portava delicatamente di lato, occhi verdi e sorridenti e indossava un camice rosa con i bottoncini sul davanti.
Mi disse di togliere l’accappatoio e di distendermi sul lettino. Notò quel leggero senso di imbarazzo e cercò di mettermi a mio agio alzando leggermente il volume della sinfonia orientale. Sotto l’accappatoio indossavo un costume color verde smeraldo con gli slip a forma di culottes che scioccamente pensai di poter tenere. Sorridendomi mi fece cenno di togliere tutto, porgendomi però due asciugamani da coprire il seno e il bacino così da alleviare quel senso di pudore che non mi permetteva di rilassarmi come avrei dovuto.
Respirai a fondo non solo per rilassarmi ma per catturare il suo profumo che era sempre più intenso man mano che si avvicinava. Immerse entrambe le mano nell’olio e inizio a sfregarle una contro l’altra. Si avvicinò al mio orecchio e mi disse di chiudere gli occhi.“
Lui iniziò a far fatica a rimanere concentrato sul volante. Cercava con la coda dell’occhio di rubare l’espressione del suo volto mentre il ricordo di quel massaggio la stava facendo avvampare. Notò che una mano scivolava lentamente ma inesorabilmente fra le cosce per cercare di trovare un pò di sollievo. La voce iniziava ad affievolirsi e il respiro a farsi più pesante…
“Iniziò dal braccio destro con un tocco leggero per salire sulla spalla. Le sue mani denotavano un enorme rispetto per il corpo che stava toccando: erano piccole e molto delicate. Quando raggiunse la spalla si piegò nuovamente verso di me sussurrandomi se andava bene così. All’inizio non lo percepii nemmeno ma emise un leggero soffio come per stuzzicarmi anche con quel gesto. Aprì gli occhi e vidi una delle creature più belle che avessi mai visto. Sembrava una visione. Dove mi sfiorava iniziavo a sentire la mia pelle vibrare… Gli occhi verde acqua, la treccia bionda che le pendeva da un lato quasi come se istigasse ad afferrarla all’improvviso come in un gioco scherzoso.
Le sue mani esperte intrise d’olio spostarono l’asciugamano che mi copriva il seno e con l’occhiolino mi fece cenno che era arrivato il momento di rilassarmi di più.
In un attimo arrivarono su un seno e poi delicatamente sull’altro. Aprii gli occhi e la penetrai con lo sguardo. Quanto avrei voluto fare la stessa stessa cosa sui suoi! Si intravedevano dalla divisa: perfetti per una coppa di champagne. Sarebbe stato ancora più facile che con i capelli. Avrei solo solo dovuto allungare una mano, sbottonare i primi due bottoncini e…“
La respirazione si fece sempre più pesante. La mano aveva sollevato il vestito. Ormai la pressione non bastava più. Quel fremito non riusciva a controllarlo… L’uragano si era da tempo scatenato, i tergicristalli erano ormai come impazziti. Fermo al semaforo ebbe l’occasione di girare la testa e guardarla per un attimo. Rossa in viso, leggermente spettinata (non più del solito) con la mano sempre più a fondo. Come gesto naturale allungò anche lui la sua mano per sfiorarle l’interno cosce con dei leggeri pizzichi.
Lei trasalì. Allungò la mano libera e si aggrappò al collo di lui per cercare un appiglio, un qualcosa che la riportasse alla realtà dalla quale si stava inesorabilmente allontanando.
Iniziò a sussurragli nell’orecchio che mentre la massaggiava con sempre maggior vigore le chiese se fosse di suo gusto, di sua delizia… continuava con quei soffi così leggeri sulla sua pelle, sempre più vicino al capezzolo che ormai era completamente inturgidito…
Dai seni si spostò verso l’interno coscia, raggiungendo pian piano le labbra del suo sesso che erano ormai umide al punto giusto, ma senza rimuovere ancora l’asciugamano… Sia in quella macchina che nel ricordo di quel massaggio emise un flebile ansimo seguito da un timido “ancora…“
La mano fra le sue cosce si stava muovendo esattamente come la massaggiatrice su quel lettino.
“Anche se i miei occhi erano ancora chiusi lo sentii distintamente. Le sue labbra all’improvviso si appoggiarono sulle mie. Mi baciò intensamente, facendomi sentire il calore della sua pelle, la rotondità delle sue forme, che si mescolarono alle mie, portandoci assieme a provare un intenso senso di piacere. Lei mi toccava ed io contraccambiavo vorace… mi aggrappai alla sua divisa cercando in maniera disperata di aprirla per sentire nella mia bocca il suo seno… la mia lingua correre frenetica sui suoi capezzoli per sentirla gemere di libertà e piacere. Volevo cospargerla d’olio con il mio stesso corpo, mentre con una mano tentavo di afferrarle con forza la treccia bionda… Ma all improvviso cessò. Tutto tornò lentamente com’era. E rimasi li in un misto di stupore e incredulità…“
Vicino a quel lettino, grazie a quel racconto, lui era lì con loro. Aveva osservato il piacere, lo stava vivendo con lei, nuovamente, in quella macchina. La guardò un secondo prima che lei si lasciasse andare ad un orgasmo travolgente ancora aggrappata a lui: entrambi furono appagati da quella sensazione, un senso di crescente piacere che invadeva le viscere, regalando loro un finale ben diverso da quel meraviglioso incontro alle terme.
Immagine di copertina tratta dal web
Ti è piaciuto questo racconto?
Clicca sulle stelline e fammelo sapere!
Valutazione media 4 / 5. Conteggio stelline: 1
Per ora non ho ancora ricevuto voti per questo racconto. Vuoi essere il primo?


