Il privè – Parte 1

Erano definiti “strani” dagli amici, ma per loro, Francesca e Davide, quel giudizio era un complimento. La loro libertà, sia nella vita quotidiana grazie allo smartworking sia nello spirito, li rendeva unici. Non si curavano delle etichette come “dissoluti e immorali” che gli altri affibbiavano loro. Parlavano apertamente di sesso, condividevano fantasie e, soprattutto, le mettevano in pratica senza remore.

Ovviamente l’argomento più scabroso era il sesso: loro non solo ne parlavano liberamente raccondadosi le reciproche fantasie ma le mettevano anche in pratica!

Ma veramente praticate sesso anale? Ma è immorale! E fa male..
Cioè… Vuoi dirmi che gli hai fatto un pompino in autostrada? E se vi vedevano?
Ti ha scattato una foto con una tetta fuori dalla camicetta mentre eravate al tavolo del ristorante? Ma siete scemi?

Queste erano le reazioni scandalizzate degli amici. Eppure, nessuno sapeva che Francesca e Davide frequentavano regolarmente club privé di mezza penisola.

«Ti ricordi quella coppia di Bologna al Fantasy?» disse Francesca, ridendo, mentre sorseggiava un bicchiere di vino al pub con Davide e due amici, Cinzia e Sandro.
«Impossibile dimenticarli!» rispose Davide. «Lui, un nerd fuori posto, e lei, una casalinga con l’aria disperata ma un fisico niente male.»
«Oh, non negare che le fissavi le tette!» lo stuzzicò Francesca.
«E tu? Sei rimasta a bocca aperta davanti a quel… mattarello!»
«Oddio, è vero! Quando siamo entrati insieme nella stanza per un attimo ho temuto di essere trasformata in uno spiedino!»

Cazzo! Parlavano liberamente mentre erano al pub con quella coppia di loro amici che tutto sembravano tranne che mentalmente aperti per le questioni di sesso. Bella gaffe… E ora? Come si recupera la situazione? È bastato uno sguardo complice e… Si rilancia!

«Scusate, ma… in che senso?» chiese Cinzia, con la voce incerta.
«Nel senso che sì, frequentiamo club privé» rispose Francesca con nonchalance. «Luoghi dove incontri scambisti, voyeur, esibizionisti… E noi, in quel mondo, siamo i più “normali”, se vogliamo usare questa parola.»
«Esatto» aggiunse Davide. «In quei locali ti senti libero, senza giudizi. Non ti guardano come un alieno se parli di sesso anale o di fantasie spinte. Dovreste provare, vi si aprirebbe un mondo.»

Cinzia, ancora scettica, si sporse in avanti. «Ok, mettiamo sia vero. Come è andata con quella coppia di Bologna?»
Francesca sorrise, con un pizzico di malizia. «Facile. Io e la “casalinga disperata” ci siamo sdraiate sul letto. I nostri uomini ci hanno dedicato ogni attenzione, ognuno con la propria donna. Ma c’era… un gioco di sguardi, di carezze tra noi quattro. Nessun vero scambio, solo il piacere di condividere lo stesso spazio.»

«Cioè… Per capire… Scopavate con altri due accanto?» balbettò Sandro, la fronte imperlata di sudore.
«Sì, certo… Sei sconvolto?» Rispose ridacchiando Francesca. «Queste esperienze comunque non sostituiscono la nostra intimità, aggiungono solo nuovi capitoli alla nostra storia e ci permettono di realizzare qualche fantasia. Avrete anche voi qualche pensiero strano, come amate dire, o no?»
«No! Cioè… Sì… Cioè…» Sandro era prossimo alla balbuzia.
«E dai su! Avrai avuto una fantasia da uomo almeno una volta! Avrai immaginato di scoparti un’altra donna insieme a Cinzia! Avrai fantasticato sulle tette di Francesca!»
«Ehm… No… Cioè… Sì… Cioè… Va beh…» Balbuzia in 3… 2… 1…
«Sandro vuoi dirmi che hai immaginato di scopare me e un’altra donna insieme? Ma sei scemo?» Chiese quasi indignata Cinzia al suo uomo.
«…»
Francesca intervenne, calma ma decisa. «Cinzia, rilassati. Anche tu avrai le tue fantasie, no? Qui non c’è spazio per ipocrisie.»
«Ma sì, ovvio che ho avuto le mie fantasie ma mica posso confessarle a Sandro! No?»
«E a chi penseresti di confessarle?» Davide e le domande non dirette, per dire…
«Eh… A chi?» Si riprese Sandro.
«Ma… Cioè… Oddio…» Ora la balbuziente era Cinzia.
«Facciamo così: venerdì sera verrete con noi, vedrete che il sesso non è un mostro a tre teste. Inoltre non sarà una serata troppo ‘forte’ come battesimo.» Il dado era tratto, Francesca aveva sganciato la bomba.

Francesca a volte pecca nei modi ma sicuramente non lascia spazio a fraintendimenti e Cinzia, per l’ennesima volta, ne aveva avuto la prova.

«Oddio! Non mi ci vedo proprio Sandro in un privè!» Esclamò quindi Cinzia.
«Ah perché tu invece ti ci vedi?» Rilanciò Sandro scoppiando a ridere.
«Allora, calma e gesso. Siete mai stati in una discoteca?» Chiese Francesca.
«Sì, ovviamente, che domande!» Affermò Cinzia.
«Bene, perché è esattamente ciò che troverete: una discoteca. Sicuramente più libertina, meno ipocrita, con maggior possibilità di socializzazione ma non troverete nulla di tremendo.» Concluse Francesca.
«Esattamente! – continuò Davide – Se poi vorrete accedere all’area privè, all’area Spa (rigorosamente naturista), al cinema o all’area esterna potrete farlo e nessuno vi obbligherà a fare ciò che non vi garba.»
«Ok, poniamo che non sia nulla di traumatico e che volessimo provare… Come ci si approccia?» Chiese Cinzia, oramai incuriosita da quanto raccontato da Francesca.
«Non esiste un approccio giusto o uno sbagliato, si tratta solo di aver voglia di andare. Che dite, vi unite venerdì sera? Solitamente c’è un bel movimento ma non è caotico come il sabato…»
«Ok, venerdì sera sushi e disco!» Esclamò sicura Cinzia con uno sguardo che non dava a Sandro possibilità di scegliere.
«Perfetto! Abbigliamento sexy, mi raccomando, ma non da ‘troia-cinese-low-cost’.» Questa fu l’ultima puntualizzazione di Francesca prima di salutare gli amici.

Se siete curiosi di sapere come è proseguita la serata, leggete Il Privè – Parte 2.


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