La mia amica Valeria

in bilico… tra santi e falsi dei“…

La stava canticchiava mentre tornava a casa dall’altra parte della città. Era partita per andare in soccorso della classica femminapiangenteperstronzo, un sempreverde che non sarebbe mai passato di moda. Se non fosse stata un’amica oltre che una collega non avrebbe mollato pilates così, su due piedi, uno dei pochi modi per evitare i 120 kg.

No dai non venire…” singhiozzava ormai da 10 minuti. “Tanto lo so che è uno stronzo“. Non avrebbe voluto sentirselo dire di persona.

Svariati km di coda dopo e tre piani di scale a piedi la misero davanti alla più moderna sposa cadavere che avesse mai visto: camicia bianca mezza fuori dai pantaloni neri, golfino in tinta, occhiaie comprese: da panda morto, precisamente. Cappelli raccolti in un mezzo puciu. Esitando sull’uscio trattenne il fiato davanti a tanto… devasto. Si stavano gettando nel cesso almeno un secolo di battaglie femministe.

Ma che cazz… Valeeeeee! Pensavo fossero estinti, non morti, i panda.” Per un attimo aveva smesso di piangere e il sorriso si era riaffacciato. Ancora timido.

Erano donne di quelle che nonostante il tempo che passa riuscivano ancora ad essere bambine. E adolescenti. E adulte. Adulte capricciose, forse, ma gran scopatrici. A volte, addirittura, riuscivano ad essere tutto ciò nella stessa serata.

È un pezzo di merda…” giù lacrime.
E io sto male….” giù altre lacrime. Insieme al trucco.

Beh guarda…” quell’attimo in cui la donna che assiste un’altra donna piangere esita nel dirgli “te l’avevo detto che era uno stronzo…” invece le uscì solo un “Che lui sia un pezzo di merda e tu stia male è… scienza“.

Strappato un altro sorriso.

C’era riuscita (perlomeno ci stava provando): in modalità “scemapagliaccia” era stata in grado di farla sentire meno peggio, non meglio.
Era la ragazza più bella dell’ufficio, sicuramente fragile, ma sapeva quello che voleva: desiderava una vita fatta di apparenze, fregandosene del giudizio degli altri. Sempre capelli a posto, abiti impeccabili, camicette svolazzanti. Mai sciatta o o anche solo con un dettaglio fuori posto. Era anche molto gentile, avevano legato subito: era ancora vivo il ricordo dei primi giorni di lavoro quando era arrivata, sebbene le malelingue l’avessero consigliata di non fidarsi di Valeria, se n’era completamente fregata. Anche di tutti quelli che dicevano che “…mai sul lavoro… né relazioni, né confidenze!”

Ma poi decide la vita. E fanculo le regole. Sere passate a bere insieme, pomeriggi a svuotare i reciproci armadi. Un’amicizia nata nella cosiddetta “vita adulta” non può fare a meno della… chimica.

E proprio come nelle relazioni… Scatta. Click…

È stato un attimo, un battito di ciglia, un’azione assolutamente involontaria. Le labbra di Valeria si appoggiarono su quelle della amica giunta per consolarla: in quel momento fu come se il tempo si fosse fermato, come nei film.
Furono secondi lunghissimi per entrambe: quando Valeria si staccò rimasero in silenzio con le guance rosse ma non per la vergogna di un gesto tutto sommato naturale seppur inaspettato, quanto per lo stupore e per la situazione. Nessuna delle due aveva mai baciato una persona dello stesso sesso ma si resero conto che quella sensazione era piaciuta molto ad entrambe.

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