Lei è una donna di 35 anni amante della vita e grande lavoratrice anche se, a dirla tutta, il suo lavoro consiste nel passare ore sui social network a studiare campagne pubblicitarie e post accattivanti per i suoi clienti. In pratica, oltre a monetizzare bene il suo tempo, riesce a rimanere aggiornata su tutte le principali notizie del mondo e soprattutto su tutti gli eventi mondani della sua città.
Come contraltare c’è lui, stessa età di lei ma decisamente poco avvezzo ai social e al web, molto più “vecchio stile” e amante del concreto e del reale: ha una piccola bottega di antiquariato in un quartiere storico della città che ha letteralmente ripreso vita, calore e colore nel corso dell’ultimo decennio.
Questi sono dunque Simona e Marco, una coppia che nonostante le differenze di approccio al quotidiano è riuscita a passare attraverso le numerose difficoltà, soprattutto economiche, che la vita ha messo loro davanti. Questa loro unione e la curiosità interiore di ciascuno dei due, si manifestano anche sotto le lenzuola, anche se sarebbe meglio dire soprattutto sotto le lenzuola.
Amano il sesso, amano sperimentare situazioni nuove senza tabù ma comunque senza mai mettere da parte il lato più tradizionale del rapporto di coppia.
Da un po’ di tempo a questa parte la bottega di Marco è frequentata da un uomo di 10 anni più grande di loro, Roberto, una persona di quella che in passato si definiva della “media borghesia” cittadina con un bell’appartamento in centro che affaccia sulla principale via dello shopping, arredato con gusto e cura del dettaglio.
Uno dei desideri che Simona non ha confessato a nessuno tranne che a Marco, era la curiosità di sperimentare una situazione di ménage a trois tanto con una donna quanto con un uomo, purché il numero fosse dispari: secondo lei il numero perfetto per aumentare ulteriormente il piacere sessuale all’interno della loro coppia, era proprio tre. In questo modo, con una sorta di “giocattolo sessuale vivente” il vertice del triangolo si sarebbe trovato al centro delle attenzioni delle altre due persone per trarre il massimo del piacere.
Questo pensiero girava da un po’ nella testa di Marco che, col passare del tempo, aveva identificato in Roberto il possibile terzo partecipante alle fantasie della loro coppia. Tra una battuta e l’altra (e tra una proficua vendita e l’altra) i due erano entrati in confidenza, dapprima in maniera più “formale” e poi via via con sempre maggior naturalezza e spontaneità e fu così che un giorno, in maniera piuttosto naturale, il discorso si spostò dai mobili antichi alle fantasie sessuali più o meno realizzate dai due uomini.
Seppur con un imbarazzo che si poteva percepire anche dalle botteghe vicine alla sua, Marco si fece coraggio e in maniera diretta chiese a Roberto: “Ma tu hai mai partecipato ad un ménage a trois? Te la sentiresti?“
Non fu tanto la prima delle due domande a lasciare stupito Roberto, quanto la seconda. Quel “te la sentiresti” accese nella sua mente una spia rossa che stava a significare solo una cosa: gli si era presentata l’occasione di realizzare quella fantasia, la stessa fantasia che Simona aveva alimentato nel corso del tempo e che aveva avuto il coraggio di confessare al suo uomo.
“Non mi è mai capitato ma ammetto di averci pensato spesso, soprattutto (ovviamente…) di essere l’unico uomo in compagnia di due donne, ma credo che tu mi stia parlando del triangolo opposto, giusto?“
“Esattamente. Simona mi ha confessato questa sua fantasia e mi piacerebbe darle la possibilità di realizzarla. Ammetto di avere qualche perplessità ma credo potremmo vivere un’esperienza piuttosto appagante. Vorresti essere il nostro terzo?” Nemmeno Marco riusciva a credere alle sue stesse parole, era come se si vedesse dall’esterno e sentì il suo corpo avvampare.
“Beh, oggi non mi aspettavo sicuramente di ricevere una proposta del genere – disse Roberto – ma non posso negare che piacerebbe anche a me provare questa esperienza.Dalle foto delle vacanze della scorsa estate che mi hai fatto vedere Simona è una bella donna e, come dire, mi intriga molto anche se non te l’avrei mai confessato.“
Entrambi scoppiarono in una risata tra l’imbarazzato e il divertito ma in pochi istanti questa sensazione di euforia venne concretizzata in una cena a casa di Roberto.
Non si trattò di una cena “al buio”, Marco aveva raccontato a Simona dell’incontro avuto con Roberto e dopo una prima reazione di incredulità si mostrò piuttosto curiosa e desiderosa di provare quell’esperienza.
Ore 19:00 di un venerdì sera, casa di Roberto pronta ad accogliere i due ospiti con una tavola imbandita di leccornie e ottimo vino, i due ospiti che si presentano puntuali con una bottiglia di bollicine di alto livello.
Marco molto casual in jeans, camicia e giacca, Simona con una gonna corta che esaltava il suo sedere tondo e una camicetta che lasciava intravedere un seno florido ed invitante.
“Ben arrivati!” esclamò Roberto osservando con un’attenzione particolare ma molto discreta il fisico di Simona. “Che ne dite di un aperitivo prima di cena?”
“Ottima idea!” rispose Simona lasciando al padrone di casa l’onere di aprire la bottiglia.
Da quel momento, complice l’euforia data in parte dall’alcool e in parte dalla situazione gli animi iniziarono a scaldarsi, fino a che Simona inizio a baciare con molto trasporto Marco che, ovviamente, ricambiò le effusioni iniziando a sbottonarle la camicetta.
Roberto li osservava seduti sul divano con aria divertita e vogliosa allo stesso tempo. Fu proprio Simona a coinvolgerlo con un breve sguardo. Pochi attimi dopo lui iniziò a massaggiarle le spalle lasciando scivolare le spalline del reggiseno offrendo letteralmente a Marco la possibilità di iniziare a succhiarle il capezzolo. Lei reclinò la testa ed iniziò a lasciarsi andare quando si accorse la bocca sui capezzoli era di Marco, ma le mani che stringevano i seni erano di Roberto. Fu una scossa incredibile! Si sentì avvampare tra le gambe ed iniziò istintivamente a toccarsi accorgendosi di quanto fosse bagnata.
“Leccami… Fammi sentire la tua lingua… Leccami!” ordinò a Marco mentre Roberto le pizzicava i capezzoli portandosi al suo fianco. A lei venne quasi istintivo, mentre continuava a godere e a bagnarsi grazie alla lingua di Marco, slacciare cintura e pantaloni di Roberto liberando così la sua erezione ormai ben visibile e vigorosa.
“Segalo…” le disse Marco mentre si alzava da terra per avvicinarsi a lei. “Segalo come sai fare tu, voglio vederti godere del piacere che gli dai…” E fu così che lei iniziò davvero a soddisfare quella fantasia; l’iniziale sensazione di imbarazzo era svanita, ora voleva godere. Fece avvicinare Marco, ormai nudo, al suo viso così da poterglielo leccare e bagnare, cosa che fece alzare ulteriormente la temperatura tra le sue cosce. Simona non parlava più: succhiava e segava Roberto mentre sentiva che il suo piacere le colava tra le cosce, fino al culo.
Da un momento all’altro Roberto disse a Marco: “Scopala. Mettila a novanta sul divano e scopala, voglio godermi lo spettacolo…” Da lì a pochi attimi aveva davanti ai suoi occhi uno spettacolo privato che lo eccitava come mai prima: la coppia stava godendo realmente, non era una messa in scena. Lei era protesa in avanti con il viso sul divano, i seni schiacciati sul cuscino e il culo in alto, lui la stringeva per i fianchi affondando colpi decisi e profondi. Erano gemiti di piacere reali. “Scopami cazzo, scopami…!…”
La voglia dei tre aumentava ancora, sempre di più, così Marco decise di cambiare posizione per far sedere Simona sulla sua erezione: le scivolò dentro in un istante arrivando così a fondo da farle fare un grido di piacere misto dolore.
“Cazzo sì, quanto è duro…” disse lei. Roberto le si portò alle spalle appoggiando il suo viso nell’incavo delle spalle di lei e iniziò a masturbarla. “Cazzo così mi fate venire subito… Aspettate, ne voglio ancora…” ma nessuno dei due uomini allentava il ritmo, anzi…
“Sto venendo… Oddio sto godendo…” gridò con la voce quasi strozzata in gola. “Vieni accanto a me, vieni qui…” disse a Roberto “Voglio segarti… Vienimi addosso!”
Marco sentendo quelle parole quasi impazzì ed ebbe un orgasmo travolgente continuando a spingere in fondo, riempiendola e facendola letteralmente colare sulla sua erezione, mentre lei segava con voglia e gusto il suo “toy boy” fino a vederlo avvampare in viso, strozzare l’ansimo in gola e schizzarle copiosamente sui seni duri dall’eccitazione.
Per un attimo sembrò che il tempo si fosse fermato, la situazione aveva qualcosa di irreale. Si guardavano senza parlare ma rivivendo mentalmente quell’esperienza non ancora nemmeno finita.
Simona a Marco si diedero un bacio dolce e si scambiarono uno sguardo complice. Roberto stampò un bacio sul collo di lei e subito dopo chiese: “Beh… Qualcuno ha fame? Non ho mica preparato tutta questa roba per poi fermarmi all’aperitivo!”
Un fragorosa risata dei tre riempì la stanza ma era solo il preludio al dolce che avrebbero consumato poco più tardi.
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