“Cazzo fai! Nel letto? A mangiare cioccolato?“
“Sì“. In canotta e mutande grigio chiaro. Sotto un lenzuolo rosso fuoco. Lui si avvicinò.
I capelli raccolti in una treccia.
“Fa vedere…“
“L’ho finito…“
“Ho detto fa vedere!” – Le prese la mano destra dove ovviamente sia il dito indice che il pollice portavano ancora i segni del peccato capitale.
La mano libera la appoggiò dietro la nuca mentre con l’altra le portò le dita nella bocca di lei che iniziò a succhiare in modo provocatorio. Come segno di sfida.
Prima uno.
Poi l’altro.
“Non è tutto…”
Lo sguardo corse giù nella scollatura, le abbassò una bretellina della canotta che si scese leggermente.
Minuscole briciole di cioccolato erano scivolate giù nella scollatura e a contatto con la pelle calda si erano sciolte lasciando una macchia scura…
“TU-SEI-UN-TOTALE-DISASTRO“
“Vero…”
Sorrise con quell’amabile faccia da culo.
Le abbassò anche l’altra bretellina.
La treccia si stava lentamente lasciando andare fra le dita di lui che adesso teneva più saldamente e con un movimento deciso le tirò la testa indietro per avvicinarsi al suo collo dove iniziò lentamente a fare scivolare la lingua su e giù: il cioccolato si era mischiato con il sapore della sua pelle.
Lei emise un gemito lasciandosi andare a quella dolce tortura che era appena iniziata; scese in basso verso il centro della scollatura, senza che la canotta non facesse più da impedimento. Il seno, sodo e più grande del solito, aveva un solco perfetto e… dolce. Sapeva anch’esso di buono.
Quando buona parte della superficie fu ripulita del cioccolato, lui non si accorse che con una mano lei gli aveva già slacciato la cintura: la sua virilità non stava aspettando altro che di essere liberata per sfiorare la sua pelle calda e umida all’altezza dei seni.
E così successe.
Con un movimento dapprima lento e poi sempre più vigoroso, lui poteva immaginare di essere dentro di lei grazie alla sensazione di umido lasciata dalla lingua e grazie ai seni sodi che con le mani lei stava stringendo con la forza necessaria per avvolgere la virilità di lui, sempre più intensamente.
Lui non riusciva più a resistere e insieme avevano preso il ritmo giusto, finché successe: schizzò con una potenza incredibile e la sensazione di calore adesso aveva preso il posto del cioccolato di prima… Giù, sul corpo di lei, sino a raggiungere la canotta.
“Cambiati. Ti porto fuori. Dopo il cioccolato è il turno della pizza“
Eh sì: cibo e sesso, un matrimonio davvero perfetto.
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