“Quand’era già il compleanno di Giulia?” chiese Davide.
“Stasera alle 21…” rispose Francesca.
“Come… già stasera? Non sono pronto…“
“Non è colpa mia se non ti ricordi mai nulla.“
“E dove lo farebbe?“
“A casa sua.“
“Pure! Che palle…“
Giulia era una ragazza carina e minuta con i capelli castani fino alle spalle ed era anche una gran bella rompiballe quando si metteva, soprattutto nei momenti in cui cominciava a fare comunella con Francesca.
Non erano migliori amiche ma di tanto in tanto organizzavano un’uscita per aggiornarsi sugli ultimi pettegolezzi del loro gruppo: chi ha messo le corna a chi, chi se n’è andato da dove, chi non riesce a tenersi mai un lavoro.
“Sbrigati! È tardi!” Le disse Davide dopo un’ora. Lui si sarebbe ammazzato piuttosto di andare nella bolgia degli amici di lei, ma la verità è che non l’avrebbe mai lasciata da sola: e se qualcuno l’avesse baccagl… ehm le avesse fatto qualche torto, di qualsivoglia genere come pestarle un piede, chi l’avrebbe protetta? Chi avrebbe litigato per lei (o con lei?)?
Ovviamente lui. Come sempre.
Recuperata l’auto sfrecciarano verso casa di Giulia e lui nella fretta non aveva ancora notato come lei, dopo tante serate passate in casa in piagiamone, si fosse tirata a lucido: vestitino nero, aderente ma non troppo, tipo sottoveste con una cinturina nera in vita e sandali neri col tacco fine.
“Stasera gran gala vedo!“
“Ci saranno tutte le sue amiche del liceo, quelle smorfiose. Mica posso mostrarmi trascurata, ti pare?“
Avrebbe volentieri allungato la mano sotto quel vestito… Così semplice ma così provocante! Solo il clacson di quello dietro lo fece tornare bruscamente nel presente.
Dlin Dlon.
Eccolo lì: un sorriso smagliante e malandrino e le braccia immediatamente buttate al collo l’una dell’altra.
“Ma ciaooooooo…“
“Solito saluto finto come i soldi del Monopoli…” pensò lui.
“Ma ciaooooo anche a teee…“
Sorrisino finto di cortesia. Si era chiesto in effetti se anche lei ricambiava lo “starsi sulle balle”.
“Seguitemi! Vi lascio posare la borsa nella camera degli ospiti!“
Alla faccia della camera degli ospiti! Aveva l’aspetto di una suite imperiale. Completamente rosa cipria e bianca, pouf ovunque e anche un piccolo boudoir per potersi sistemare i capelli davanti allo specchio retroilluminato.
“Che bella questa stanza Giulia! Sai che è la mia preferita!“
Gli sembrava un pollaio: che bello di qui, che bello di là! Se non fosse che una era la sua ragazza e l’altra la sua amica ruffiana ma comunque attraente, sarebbe già scappato a gambe levate.
“Mi consolerò con il cibo, almeno spero…” sospirò.
All’ultimo “banchetto” poteva contare sulla punta delle dita ciò che restava delle tartine che avevano preparato quei taccagni dei suoi amici e, come al solito, in cucina c’era più alcool che cibo, ma questa volta sembrava decente.
Per la verità Giulia non gli era mai piaciuta perchè se la tirava troppo: ragazza di buona famiglia che si atteggiava da voglio, posso e comando. Ti guardava con quell’aria da perfettina pronta alla sfida con i sottotitoli che dicevano: “Tanto non sarai mai meglio di me. Con il cazzo o no.“
Ma Giulia adorava la sua amica o, perlomeno, sembrava sinceramente interessata a quello che diceva anche se avevano litigato qualche tempo prima e per un pò non si erano parlate.
“Da cosa iniziamo? Spritz per tutti?“
“Vada per lo spritz!“
“No grazie. per me birra.” La solita voce fuori dal coro.
Manco era finito il primo spritz che Giulia le stava già preparando il secondo, mentre lui sembrava essere finito in un angolo. Osservandole da lontano, notò che man mano che l’alcol aumetava iniziavano a sfiorarsi, inizialmente per sbaglio poi in maniera meno casuale: a volte era un tocco più deciso a volte era più simile ad una carezza.
Terzo spritz.
Mano a mano che arrivavano gli invitati le due amiche sembravano sempre più isolate nel loro mondo, senza dare retta a nessuno, e lui aveva continuato ad osservarle in silenzio senza mai abbandonare la sua birra. Avrebbe giurato di aver visto che ad un certo punto una delle due appoggiasse delicatamente la mano sul seno dell’altra in un modo prima provocatorio ma poi… sempre più erotico.
“No, non è possibile…” pensò tra sé e sé “Giulia non avrebbe mai il coraggio per fare una cosa simile, troppo pudica.”
Quel suo pensiero impossibile venne spazzato via nell’istante preciso in cui Giulia appoggiò le labbra su quelle della sua amica, dapprima per un bacio quasi sfiorato, tenero e timido, per poi trasformarsi in un bacio appassionato con le lingue che si cercavano a vicenda senza mai smettere di cercarsi.
“Oh cazzo… Giulia fa sul serio! E pure lei!” Era rimasto a bocca aperta a causa di questa piega erotica presa dalla serata.
Si fece coraggio e le raggiunse per capire meglio cosa stava per accadere: “Signorine vi vedo allegre, rilassate e… Euforiche. Sbaglio?”
“No, non sbagli” confermò Giulia “E adesso andiamo a prendere un po’ d’aria in terrazzo, tanto quando c’è da bere e da mangiare nessuno fa più caso alla festeggiata, no? Vieni con noi?” Chiese con un fare che era a metà strada tra l’innocenza più pura e la malizia più sfrontata.
“Non vorrai mica lasciarci sole? Giulia ed io abbandonate su una terrazza buia? Vieni con noi…” Lo punzecchiò ulteriormente lei.
Non poteva crederci: la sua ragazza e la simil-amica della sua ragazza prese da questo momento saffico lo invitavano a stare con loro. L’indecisione durò poco più di una frazione di secondo, si accodò a loro e poco dopo si trovarono in una zona piuttosto appartata della casa con una penombra che offriva un vedo-non vedo molto intrigante.
Il tempo di sorseggiare quello che sarebbe stato il quarto spritz e le ragazze ricominciarono a baciarsi ma questa volta senza più inibizioni: Giulia era diventata molto intraprendente e cominciò a cercare la pelle dell’amica, facendo scivolare le mani sotto il vestitino nero arrivando in un attimo al perizoma che nulla poteva fare per nascondere l’eccitazione della giovane donna. Era bagnata e agitata al pensiero che qualcuno potesse vederle ma realizzò che lui era lì con loro e si tranquillizzò subito.
“Rilassati, a te penso io o…” Disse Giulia spostando poi lo sguardo dalle gambe di lei agli occhi di lui “…ci pensiamo noi. Che ne pensi, uomo?”
“Giulia… Tu pensa a leccarla e a farla godere con la lingua, io faccio il resto…”
“Ehi… Cosa volete dire? Io… Cioè…”
Un primo affondo della lingua di Giulia tra le sue cosce la fece sussultare: allo stesso tempo sentiva le mani del suo ragazzo afferrarle prima un un seno e poi l’altro mentre le metteva davanti al viso tutta la sua virilità pronta a scoparle la bocca.
“Apri e succhia come sai fare tu, fai vedere a Giulia come mi fai i pompini…”
“Mi piace l’idea, fammi vedere come lo prendi in bocca… Questa sera sarai la nostra troietta.”
Nemmeno Giulia credeva di aver detto quelle cose, lei così posata, così perfettina, così maestrina, stava per vivere un threesome mettendo al centro la donna di una coppia.
Solo in quel momento realizzò la cosa più importante: non lo faceva per vivere un orgasmo ma voleva che a viverlo fossero quei due che l’avevano sempre considerata quasi frigida, ormai l’aveva capito, come per dimostrargli che anche lei aveva un lato sconosciuto ai più, molto forte e deciso, un po’ da troia.
Il dado era tratto: Giulia si alzò per portare la bocca accanto a quella della sua amica/vittima, la costrinse ad allontanarsi un attimo dalla virilità di lui e prese di nuovo a baciarla. “Hai un buon sapore, sai di cazzo… Mi piace…” E un attimo dopo fu lei a prendere in bocca fino alla gola quella meravigliosa erezione nel silenzio della terrazza.
“Hai davvero una bella dote, non c’è che dire…” Affermò Giulia. “Ora ricomincia a succhiarlo tu, io devo dedicarmi ancora alla tua fica…” Fu quasi un ordine.
Giulia si chinò di nuovo tra le gambe della giovane donna e avvicinò al clitoride un piccolo dildo che aveva portato con sé. Ricominciò a scoparla con la lingua mentre il toys le provocava scosse continue e le faceva emettere lunghi gemiti soffocati solo dall’erezione di lui.
“Sto per riempirti la bocca, ti conviene smettere…” Disse lui con la voce tremante, ma per tutta risposta lei aumentò il ritmo e l’intensità delle pompate: lo voleva in bocca e fino alla gola.
“Guarda che non hai capito” disse Giulia allontanando per un attimo la bocca dalla fica bagnata dell’amica “Sta per avere un orgasmo assurdo e non vuole perdersi nemmeno uno schizzo. Ora pensate solo a godere…”
Esplosero entrambi in un orgasmo incredibile: mentre Giulia continuava a leccarla, succhiarla e stimolarla con il piccolo dildo lei colò fino a bagnare quel piccolo divanetto su cui si erano accomodati e sentì tutti i muscoli contrarsi. Alla vista di quello spettacolo meravigliosamente eccitante Davide riempì la bocca della sua ragazza con uno schizzo caldo e si sentì quasi cadere a terra.
Erano sfiniti ed increduli. Dopo un silenzio che sembrò non finire mai Giulia si rivolse a loro: “Farvi godere così è stata una delle esperienze più intense che abbia mai vissuto. Avete visto? Anche io so essere un po’ ‘troietta’ quando voglio. Magari potrei diventare la ‘vostra’ troietta e in futuro chissà, potremmo scambiarci i ruoli…”
“Ok, a quando la prossima festa di compleanno?” Chiese Davide non riuscendo a trattenere una risata.
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