Dopo alcune ore trascorse nel caldo della sauna alternato a vasche d’acqua più fredda e a sapienti mani che scivolavano sui muscoli della schiena irrigiditi dalla quotidianità, decise di prendersi una pausa per bere un po’ d’acqua e allontanarsi dal caos ordinato del centro termale.
Andò quindi in spogliatoio per sedersi nel camerino e isolarsi qualche minuto da tutti e da tutto; indossava un costume intero di colore scuro che le donava una femminilità molto lontana dallo stereotipo della “bonazza in bikini”, ma era in grado di fasciare le sue forme morbide come nessun altro costume sarebbe riuscito a fare.
Iniziò quindi a guardarsi nello specchio di quella piccolissima stanza: prima frontale, poi di profilo con l’evidenza dei seni, poi di spalle con il taglio del tessuto sulle natiche tonde. Si guardava e si piaceva. Abbassare una spallina fu quindi una cosa naturale, ma lo fece più che altro per capire quanto potesse rivelarsi attraente con un indumento per lei insolito.
Con il primo seno scoperto e il capezzolo inturgidito dallo sbalzo di temperatura misto all’eccitazione, si scoprì non solo attraente ma decisamente sensuale; a quel punto non riuscì a resistere oltre e spogliò il secondo seno, trovandosi in topless con il costume arrotolato sul ventre. La voglia cresceva dentro di lei, complice il fatto di trovarsi in un ambiente inusuale, con il rischio che qualcuno entrasse o che venissero a cercarla per proseguire i trattamenti.
Decise di disinteressarsi dei rischi per concentrarsi su se stessa: guardandosi nello specchio, seduta su un piccolo pouf, appoggiò la mano sinistra sul ginocchio mentre la destra iniziava a spostare il costume. Vide quindi la sua intimità, la sua voglia, il suo sesso in tutta la sua bellezza e ciò non fece altro che aumentare l’eccitazione: le dita iniziarono ad accarezzare il clitoride e le labbra scivolando senza difficoltà alcuna, insinuandosi dentro di lei per poi uscire premendo il palmo della mano con maggior vigore sull’osso pelvico e fino al monte di Venere.
L’eccitazione aumentò ulteriormente quando sentì entrare 2 donne in spogliatoio perché il rischio di essere scoperta a causa di un gemito era reale, ma a lei non importava: si stava masturbando come non aveva mai fatto prima, con una forte eccitazione e una gran voglia di prolungare quel piacere che, era certa, le avrebbe provocato un orgasmo indimenticabile.
Mentre le dita della mano dstra continuavano a provocarle un piacere travolgente, la mano sinistra si era spostata sul seno per afferrarlo e per pizzicarne il capezzolo: non distoglieva lo sguardo dalla sua immagine riflessa, era come guardare uno spettacolo inaspettatamente erotico!
Non riuscì a trattenere un gemito e d’istinto portò la mano destra alla bocca per forzarsi a tacere, ma così facendo accaddero due cose: assaggiò il proprio sapore e subito dopo sentì il piacere aumentare in maniera incredibile!
Continuò per pochi attimi a gustare i suoi umori per poi riportare le dita sul suo sesso e assaggiarsi ancora. Non riusciva più a prolungare quegli attimi: iniziò con maggior vigore a muoversi dentro di se, dentro e fuori sempre con il costume spostato, la testa piegata al’indietro i capezzoli turgidi… All’apice iniziò a tremarle il ventre, le gambe si strinsero per un riflesso incondizionato come se volessero imprigionare la mano per non farla smettere, la pelle prese a diventare più rossa e sensibile e fu impossibile trattenere il gemito di piacere.
Passato il momento più forte ed intenso dell’orgasmo i muscoli iniziarono a rilassarsi e lei si sentì leggera. Si guardò un’ultima volta nello specchio prima di sistemare il costume e uscire dallo spogliatoio incrociando gli sguardi delle donne entrate precedentemente e avendo la conferma che sì, con un po’ di invidia avevano capito cosa stava succedendo in quello stanzino.
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