La musica

Una domenica pomeriggio, ancora comoda nel pigiama color crema con disegni in pizzo verde all’altezza del seno mise su un po’ di musica. Chiuse e gli occhi, lasciando liberi i pensieri…

Jazz
Controllo ed improvvisazione.
Ritmo, controllo, coordinamento e poi follia.
Un insieme di suoni inarrestabili, che si intrecciano, si stuzzicano, non si danno tregua.
Le percussioni stanno alla base, assieme al basso, danno il ritmo, come nel sesso il respiro. La melodia è l’intenzione più o meno velata del gioco, del racconto, dell’amplesso.

Ora ti lecco, ti annuso, ti gusto, ti penetro. E poi, inizio da capo!
Gli strumenti armonici sono capaci di trasmettere piccole sensazioni di piacere, un acuto di sassofono potrebbe essere assimilabile al tocco gentile del clitoride da parte dell’amante.
L’arpeggio di un’arpa somiglia al gioco della lingua che si diletta sul frenulo del pene, regalando piacere, mentre il basso scandisce il movimento della bocca che lo ingoia e regala quella sensazione di caldo freddo su tutta la sua lunghezza.

Per quanto riguarda la tromba, soffiandovi dentro si crea una vibrazione: ma, mentre nel sassofono il suono esce facendo vibrare l’ancia, nella tromba questa funzione viene svolta dalle labbra. Non assomiglia forse al piacere che si prova nel leccare le labbra della parte più intima di una donna? Mentre lei sente quel sordo piacere che i colpi sapienti e scanditi le regalano, come in un assolo, anche lui prova tutta una miriade di sensazioni tattili, olfattive e di gusto.


Sax
Assolo. Controllo assoluto ed assoluta improvvisazione. Il sax è semplicemente onirico. Suonato a dovere fa abbandonare ogni freno.
L’assolo, l’improvvisazione somiglia molto al l’esatto momento prima del orgasmo, sai che ci sarà, non lo puoi fermare, un attimo prima sei lucido e subito dopo anneghi nel piacere più profondo. Il sax, fa vibrare anche il corpo che lo suona. È una sensazione indescrivibile: a volte si prova piacere mentre vibra, proprio quando è necessario mantenere il controllo. Eccita chi lo suona… e chi lo ascolta.

Le note ti regalano quella vibrazione sul derma che ti fa increspare i capezzoli, che ti fa sentire quel caldo attorno al sesso… Come quando un uomo davanti ad una bella donna illuminata dalla luce fioca del camino, la osserva con molta calma, lasciandosi andare ad una voglia irrefrenabile di accarezzarsi, di toccarsi, giocando con il corpo e solo immaginando il rapporto con la donna. Fregando la carne, sentendo il sesso che pulsa.
Fino ad esplodere, sentendo un orgasmo molto forte, schizzando il caldo nettare che esce a fiotti, abbandonandosi ad un piacere immenso.


Tango
Corteggiamento.
Occhi che si spogliano, la voglia della carne, la voglia di toccarsi e di possedersi.
Le mani addosso, esplorandosi, scandagliandosi. Il gioco del prendersi e del non aversi. E poi del volersi a tutti i costi… Catturarsi, rapirsi… consapevoli dell’obiettivo ma rallentando il percorso.

È seduzione. Attesa. Ricercare il semplice tocco. Il bacio che diventa quasi indecente. Respirare l’aria uno dall’altro. Le lingue che escono e giocano. La penetrazione delle bocche madide di saliva calda. Le gambe che sfiorano a vicenda i sessi, aumentando il piacere. Come nel sesso, anche nel tango è la donna che si fa penetrare ed è l’uomo che la possiede attraverso questa pratica, non succube, ma partecipe.


Bachata
Lentezza dei movimenti. Conquista femminile. La bellezza della donna arriva piano delicatamente per poi invadere la mente e il corpo. Il tocco leggero di una mano che non vuole essere nient’altro che piacevole. E passionale. Rossetto rosso fuoco. Un lento da assaporare ogni secondo. L’intensità di due donne che si provocano piacere a vicenda, sfiorandosi i seni, i capezzoli, passando le dita una sulla bocca dell’altra e poi giù… per sentire l‘umidità delle labbra… senza esitazione o pudore alcuno.
Nude. vestite solo della propria anima.


Pianoforte
La purezza. L’amore adolescenziale. Eterno.
Il fiore che sconfiggerebbe l’inverno più rigido pur di sopravvivere. Candidi. Si scoprono uno con l’altro. Anzi ciascuno scopre se stesso tramite l’altro. Il corpo, viene sfiorato delicatamente come la tastiera di un pianoforte. Tasti bianchi e neri. Uno dopo l’altro senza violare con forza e violenza ma solo tocchi leggeri, eterei… Amore e dolore non si possono distinguere perché la regola vuole che uno si perda nell’altro senza accorgersene.
Un battito d’ali di una farfalla, dopo essere stati bachi.


Hard Rock
Sfida. Sguardo dritto negli occhi. Fiamma.
Inizio lento per poi crescere con una frenesia inarrestabile. Il corpo inizia a pulsare in un crescendo. Sul bordo di un tavolo qualsiasi si consuma la possessione vestita di pelle e borchie. I corpi vogliono entrambi la stessa cosa, in modo diverso. Desiderio di possesso e di controllo da un lato.
Desiderio di penetrazione e perdita del controllo dall’altro. Frenesia e velocità. Ritmo incessante. “Desire” come la canzone enfatizza. Non c’è via di scampo.

Lei è travolta dalla forza e la determinazione con cui lui la vuole. Cerca solo per gioco di resistere. Ma è un muro di carte, destinato inevitabilmente a crollare dall’impeto del volere di lui.
All’orecchio sussurra un deciso “ti voglio non puoi sfuggirmi…ti voglio possedere la mente, il corpo, la carne… tutto”. E lei da un timido divincolarsi e un flebile “no…no lasciami” esplode con un “prendimi tutta, sii insaziabile… Non lasciarmi andare…ancora…”.


Terminata la musica, continuò a tenere gli occhi chiusi. Le viscere umide reclamavano il suo tocco dapprima delicato, poi sempre più deciso ed intenso e mentre pensava a lui, l’orgasmo arrivò con la consapevolezza che non era stato il piacere a condurla dalla musica ma… L’esatto opposto.

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