Un risveglio solitario

Quel mattino di inizio marzo lei era andata via prima del solito, aveva una riunione alle 8 con il suo team di lavoro e aveva preferito partire da casa con un buon anticipo per non rischiare di fare tardi. Lui, al contrario, proprio quella mattina aveva deciso di prendersela comoda visto che prima delle 9:30 non aveva appuntamenti e lavorava a pochi minuti di strada da casa.

Durante il week-end appena passato erano riusciti finalmente a ritagliarsi un po’ di tempo per rilassarsi, liberare la testa da qualche pensiero nebuloso, alleggerire lo spirito e godersi un po’ di intimità. Si mancavano l’un l’altra: il contatto pelle su pelle, le risate spontanee soffocate da baci tanto intensi quanto improvvisi, gli abbracci stretti. 

La loro intimità non era né spiegabile, né “incasellabile”: potevano passare dal fare l’amore nella maniera più dolce e sensuale possibile a scopare in modo quasi animalesco in un attimo. Bastava uno sguardo, una parola sussurrata o un gemito che si trasformavano in fuoco. Ultimamente a lei era venuta voglia di “documentare” quei loro momenti di sensuale intimità con foto e video: “Ma davvero non ci siamo mai scattati nemmeno un selfie mentre eravamo a letto?” Chiese con stupore una sera. “Secondo me dovremmo provare, mi sentirei un po’ come quelle che si vedono su internet nei video amatoriali, potrebbe essere piuttosto eccitante, no?

A lui non sembrava vero, era da parecchio tempo che immaginava una situazione di quel genere perché l’idea lo eccitava molto. Un occhio elettronico che li fissa senza giudicarli, senza disturbarli, senza essere invadente ma facendo semplicemente ciò per cui era stato creato: documentare un momento. Era sicuramente una visione fredda e asettica, senza spirito né anima, ma sapeva che nel riguardare quelle immagini avrebbe goduto quasi come durante quei momenti di passione irrefrenabile. 

E successe esattamente così.

Lei non era più in casa e lui aveva già bevuto il primo caffè della giornata, quello che serve solo per rimettere in moto l’organismo ma non ti rende ancora completamente sveglio.
Il ricordo di quanto successo poche ore prima era ancora molto vivido nella sua mente e non fu in grado di resistere alla tentazione: prese la piccola fotocamera compatta che aveva sul comodino e che era stata utilizzata come “partner in crime“, ruotò su ON la levetta e il suo grande schermo si accese in pochi attimi. Toccò il tasto PLAY per accedere alla galleria e si trovò davanti le prime foto. La sensazione fu incredibile, anche se l’aveva immaginata più volte.

L’immagine digitale del suo seno tondo in primo piano mentre era seduta sopra di lui ebbe un effetto immediato: l’erezione fu istantanea. Continuando a scorrere la galleria arrivò però alle prime foto, lei aveva ancora la biancheria intima addosso e mano a mano che faceva scorrere le foto si godeva uno spogliarello che, dopo essere stato assolutamente reale e carnale, era diventato digitale. L’erezione era sempre più intensa e senza quasi accorgersene iniziò a toccarsi ammirandola in foto. Close up sul capezzolo turgido, panoramica dei seni visti dal basso, le sue dita che pizzicavano un capezzolo, la mano immortalata mentre si infilava sotto la biancheria per poi riapparire lucide dei suoi umori, le dita di lui nella sua bocca. Eros.

La masturbazione maschile non la considerava affatto un aspetto preponderante della sua sessualità, anzi, a volte si sentiva addirittura imbarazzato nel pensare di dedicarsi al piacere solitario, ma in quel momento provava un impulso irrefrenabile.

Lo eccitava moltissimo l’idea di essere stato coprotagonista di quelle foto ma, soprattutto, del video che in quel momento partì sullo schermo. Lei completamente nuda scivolava verso la sua erezione mentre la stringeva con la mano, guardava dritta in camera come a dire “Guardami bene, guarda come posso farti impazzire, come posso farti godere…” fino ad appoggiare le labbra sul glande, iniziando a leccare la cappella, bagnandolo abbondantemente per poi prenderlo in bocca fino in fondo alla gola. L’audio? Solo ansimi.

La mano di lui le accarezzava la testa mentre lei gli praticava il pompino più intenso che avesse mai fatto: sapere che lui avrebbe poi riguardato quel video e rivissuto il momento la eccitava da morire. In quel preciso istante lei aveva il potere e lui non aveva più alcun controllo su se stesso, godeva e basta. E, conoscendolo, avrebbe scommesso una cena stellata sul fatto che anche sentire la sua voce avrebbe contribuito ad aumentare l’eccitazione.

Quanto stai godendo? Guardami mentre te lo prendo in bocca…
Così mi fai venire un infarto… Piano, ti prego, voglio godermelo ancora…
Goditelo quanto vuoi ma non trattenerti… Lasciati andare per una cazzo di volta!
Non voglio venire ancora…
Zitto… Senti solo questo!” E lei affondò fino alla base facendolo sussultare.
Cazzo sto per venire… Spostati!
No, riempimi la bocca, scopamela… Vieni, godi!

In quel momento lui esplose con un fiotto caldo sia nello schermo che da solo nel letto vuoto stupendosi di provare un piacere che, seppur in maniera diversa, gli provocava la stessa sensazione intensa di vertigine. Dopo parecchio tempo si era ritagliato un momento tutto suo, molto intimo, molto erotico, in cui grazie alla fantasia e all’eroticità della sua complice aveva raggiunto un orgasmo da capogiro.

Non appena lui si riprese da quella realtà parallela le mandò un messaggio: “Sappi che mi tremano le gambe…”. Non si aspettava di ricevere alcune risposta ma invece… “Sapevo che l’avresti guardato subito, non puoi resistermi.😜
Non avrei mai pensato che l’effetto sarebbe stato così forte.” Lui era ancora frastornato.
Io sì. So bene cosa ti fa perdere il controllo e so bene che mi ami tanto quando sono in pigiama, tanto quando divento la tua troia. 🔞 E so bene che oggi penserai e ripenserai a tutto questo anche mentre farai le tue noiosissime riunioni.🥱
Sei perfida. E lo sai. 😈”
Sì, lo so. ♥️”

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