Gli scrisse.
Aveva moltissima voglia di farlo.
Questa è una storia banale.
È la storia di una ragazza e di un sabato mattina.
Tutte le ragazze aprono gli occhi il sabato mattina e sanno già che quella è la giornata dedicata esclusivamente a loro stesse.
Essendo io una ragazza sui generis l’ho scoperto a 30 anni che si può essere felice. Di un sabato mattino e di prendersi cura di se stessa.
Apro gli occhi e già lo sono. Lo sento dalle viscere. Il sangue scorrere e l’energia che ha solo voglia di esplodere. Quella ragazza sui generis non ha bisogno del caffè.
È felice e non si chiede nemmeno perché (potrebbe essere il ritornello di una canzone tra l’altro).
E forse lo è proprio per questo.
L’orologio segna le 8.15.
Dopo la colazione, primo appuntamento della giornata: per il compleanno ha ricevuto un bel regalo per il suo fondoschiena di cui ultimamente va molto fiera. Lì nel camerino, si osserva con addosso un paio di jeans da urlo, perfettamente cuciti addosso. Ha avuto la fortuna di trovare quelli perfetti.
“Prendo questi!, non ha dubbi.
E via alle casse con il buono regalo.
Subito dopo è il turno della classica spesa settimanale: un grande mix di frutta e verdura per le sue amate centrifughe. Eh si perché sono arrivati i fatidici trenta e non ci sono più scuse: il corpo va rispettato e non va nutrito di piselli in scatola. Non solo almeno.
Indugia come al solito fra le mille corsie destreggiandosi fra le varie promoter dei prodotti in offerta. Solo qualche anno fa durante il periodo universitario era una di loro. Proprio da questa esperienza ha imparato che può perdere un minuto ad ascoltarle. A sorridere e a riempirsi il carrello.
Uscita dalle casse alza lo sguardo e si sofferma a vedere lo sguardo molto soddisfatto di una cliente uscire dal centro estetico del supermercato. Sembrava molto felice.
Si avvicina. Alla cassa una ragazza (42 anni portati benissimo) le sorride:
“Prego, hai bisogno di qualcosa?”
“Ecco… non saprei… è che stavo pensando che non so… mi piacerebbe sapere cosa aveva quella ragazza appena uscita per sorridere in quel modo… Sono curiosa.”
Lei, come se fosse la cosa più bella al mondo risponde in modo naturale: “Semplice… è sabato! E si è appena fatta le unghie! Tutte le ragazze si prendono cura di loro stesse il sabato!“
Ah… si è sabato… e sono una ragazza anche io in effetti.
“Abbiamo mezzora senza appuntamenti… Ti piacerebbe?”
Senza pensarci. “Sì!“
Chiama un’altra ragazza, capelli ricci sciolti sulle spalle, occhi luminosi, che le indica dove può accomodarsi.
Si siedo un po’ titubante ma… nervosa. Spera di avere abbastanza tempo perché deve andare a pranzo con un’amica di scuola che le deve far conoscere la figlia di un anno.
La ragazza dai capelli biondi avvicina una sedia e si accomoda vicino a lei.
Inizia ad osservarla e nell’attesa dice: “Ti va se facciamo due chiacchiere?”
“Certo!“, risponde d’impulso. Lei è la ragazza delle chiacchiere.
“Hai uno sguardo interessante. Delle sopracciglia decisamente da sistemare però!”
Con un po’ di imbarazzo risponde: “Ehm… mi sa che non è l’unica cosa da sistemare… Diciamo che negli anni sono stata la classica ragazza fai da te. Mi sono sempre sistemata alla belle meglio da anni. Trucco, parrucco e ceretta. A proposito… vero che è dolorosa?”
“Sì, non lo nego. Ma qui da noi abbiamo la soluzione al problema. Facciamo un trattamento speciale. Ti immergiamo nella… pasta di zucchero!”
“Ehhhhhhh? Pasta di zucchero?”
“Sì!”
“Ti massaggiamo dolcemente con questa sostanza che poco a poco si trasforma in caramello. Dove è necessario. E poi delicatamente, strappiamo via tutto ciò che è superfluo. Senza dolore. Alla fine, invece del borotalco, usiamo lo zucchero a velo”.
“Ah! Diventerei una torta!” Lei sorride. Loro ridono.
Quello sguardo, caldo e accogliente, l’avrebbe convinta a fare qualsiasi cosa.
“Ma, dimmi, perché non ti sei mai presa cura del tuo corpo?”
E lì la ragazza delle chiacchiere non sapeva cosa rispondere. Sguardo imbarazzato, e fisso sugli smalti.
La ragazza riccia intanto ha iniziato a sistemarle le unghie con precisione. Via le cuticole e avanti con la lima!
“Che colore ti piacerebbe?“
“Color ciclamino acceso. Mi mette di buon umore.”
La bionda continua: “Prendersi cura del proprio corpo è la migliore dipendenza al mondo! Quando si inizia non si vuole più smettere. Come andare in palestra! Ti piacerebbe farlo? Prenderti cura del tuo corpo? Almeno provarci?”
“Sì!” Un si, un po’ imbarazzato, ma comunque un sì.
“Perché, vedi, non devi piacere agli altri. Li conquisti già con lo sguardo. Devi piacerti tu.”
La sua diffidenza ovviamente la spinge a pensare che da li a poco avrebbe avuto in mano mille prodotti e mille sedute così da prosciugare il conto in banca in men che non si dica. Invece, guardandola negli occhi le dice: “Fra non molto dovrò fare delle foto. Non ne ho molte. Non so se ho meno foto o appuntamenti dall’estetista. Ma… voglio essere bella. No, no, scusa: bellissima!”
Il viso ora poteva fare pendant con le unghie color ciclamino.
Le sorride. “Ci pensiamo noi… Anzi. Aspetta hai tempo?”
E da quel momento in tre l’hanno coccolata e viziata, con trucchi, massaggi… chi più ne ha, più ne metta.
“Questa è solo una prova generale. Torna prima delle foto e ti renderemo bellissima!”
Uscendo, aveva un sorriso ancora più straordinario della ragazza che aveva visto prima.
La sua amica durante il pranzo la guarda e dice:
“Si vede sai?”
“Cosa?”
“Che sei felice.”
Questa volta, senza imbarazzo, davanti alla sua splendida bambina di un anno, le rispondo:
“Sì, lo sono.”
E lui sorrise, dopo averlo letto il messaggio.
Era felice anche lui per lei.
Foto tratta dal web
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